Sport, solidarietà e coinvolgimento

Sport, solidarietà e coinvolgimento

di Cecilia Storti

E’ possibile stimolare l’attività fisica, sostenere un progetto solidale e promuovere la coesione tra i lavoratori? Secondo noi sì, possono sembrare tre attività fra loro sconnesse invece si sostengono a vicenda. 

Partiamo dal fatto che lattività di engagement in questi mesi si ridotte ai minimi a causa dell’emergenza sanitaria.
La riapertura degli uffici è parziale, molti lavoratori hanno ripreso ad andare in ufficio saltuariamente, altri sono in smart working continuo.
A questo si somma, per la maggior parte, una inattività fisica a causa della
chiusura di palestre, gruppi sportivi, piscine…
Dal punti di vista dell’azienda però il coinvolgimento dei lavoratori ha una ricaduta positiva sulle performance.   

Come conciliare tutto?
Abbiamo un consiglio composto da tre facili passaggi:

– L’azienda apre una raccolta fondi a favore di una non profit e pone un obiettivo in termini di chilometri da raggiungere per garantire una donazione all’iniziativa

– I dipendenti possono contribuire all’obiettivo dell’azienda con la propria attività sportiva (camminata, corsa, biciclettata, nuoto, ecc.): singolarmente, in piccoli gruppi o organizzando con altri colleghi per correre, camminare nello stesso momento anche se a distanza. 

– Al raggiungimento dell’obiettivo, l’azienda fa la donazione mettendo in evidenza il contributo di ciascuno.  


Per farlo ci sono vari  strumenti, a esempio la p
iattaforma di crowdfunding Rete del dono per la registrazione e l’aggiornamento dei km fatti oppure l’app  Strava per il tracciamento dell’attività motoria.  

Si possono introdurre modalità di gamification basandosi sui chilometri percorsi dal team oppure sulla durata delle performance, definendo degli obiettivi di traguardo o stimolare una competizione interna. Il risultato sono vantaggi per tutti, dal lavoratore all’azienda al progetto che si vuole sostenere. 

Ti proponiamo un progetto!

Vogliamo rigenerare il Centro Diurno Integrato «SDB» destinato ad anziani con Alzheimer portandò all’aumento dei posti a disposizione, una maggiore offerta in risposta ai bisogni del territorio, all’innovazione del servizio grazie alla riqualifica degli ambienti. Pensiamo di rivedere l’approccio metodologico e avviare nuove sperimentazioni sul tema Alzheimer potenziando le terapie non farmacologiche, realizzando una stanza multimediale per attività inter-generazionale anziani/bambini ed aprendoci maggiormente al territorio con eventi di coesione sociale grazie all’aumento dello spazio a disposizione.

Se vuoi aiutarci a realizzare questo progetto puoi contattare Cecilia Storti al 351.149380 o alla mail cecilia.storti@generaonlus.it per coprogettare un modello di Sport-Solidarietà-Coinvolgimento ad hoc per la tua azienda. 

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