Smart working non è solo lavorare da casa

Smart working non è solo lavorare da casa.

di Cecilia Storti

Negli ultimi mesi la parola Smart working è apparsa ovunque ed è stata la soluzione per continuare a lavorare durante il lockdown, per l’impossibilità di fare assembramenti e incontri in presenza.

La regolazione del Lavoro Agile o Smart Working è recente. Con la legge n. 81 del 2017 “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato” all’articolo 18 si definisce il “lavoro agile quale modalità̀ di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività̀ lavorativa”

La legge prosegue e definisce i contenuti dell’accordo individuale tra lavoratore e impresa, regola il potere di controllo, il trattamento economico, la tutela della salute e sicurezza e le modalità di recesso.

Lo sforzo che come impresa si deve comunque fare in questo periodo è quello di recuperare i pilastri che sostengono questa modalità lavorativa e non ricondurla solo all’home working che abbiamo svolto in questo periodo.

Si devono mettere insieme queste parole Processo, Cambiamento organizzativo, Autonomia di tempi, spazi e strumenti, Focus sul risultato.

Se alla base non si prevede un cambio di paradigma, il nostro smart working sarà solo portare l’attività fatta al pc dall’ufficio a casa. Sicuramente avrà i suoi benefici in termini di conciliazione, tranquillità nell’eseguire l’attività, benessere della persona, ma la spinta innovativa per l’azienda e per il lavoratore stesso non sarà così evidente.

Con lo Smart working si rende agile non solo il lavoro, ma anche l’azienda. Per garantire la possibilità di svolgere il lavoro a distanza si implementano nuove forme di comunicazione e scambio, si utilizzano software di project manager, si esplodono le possibilità dei calendari elettronici, si favorisce la partecipazione dei lavoratori nella definizione del lavoro del team. Sono diverse le esperienze di aziende che adottano l’approccio che considera il “lavoro agile” anche come strumento di partecipazione dei lavoratori.

La legge regola specificatamente l’accordo che evidenzia la volontarietà delle parti e rappresenta un momento di dialogo tra le parti stesse per la progettazione del lavoro del singolo coordinato con quello del team. Questo permette al lavoratore di partecipare all’organizzazione del suo lavoro in stretta connessione con le altre persone.

Concludiamo con le soft skills alla base (da valorizzare o formare): problem solving, creatività, comunicazione efficace, trasparenza, focus sui risultati, organizzazione del tempo, che non riguardano solo lo smart worker, ma anche il manager che deve gestire uno smart team!

Fanno al caso nostro i 5 Smart Working Webinar promossi e organizzati dai partner del progetto “Mire – Milano in Rete: dal welfare a tempo ritrovato”, che propongono una visione ad ampio raggio sul tema: definizione, riferimenti normativi, ruolo e opportunità della contrattazione collettiva, aspetti organizzativi e operativi, presentazione di best practice che raccontano bene la concretezza degli strumenti ed infine lo sguardo sulle città che cambiano anche per effetto della diffusione del lavoro in luoghi diversi.

Ti interessa il primo webinar “Inquadramento generale”?
Si svolgerà il 19 gennaio dalle 10.30 alle 11.30, puoi iscriverti cliccando qui

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