Parliamo di autismo: l’aula teacch

Parliamo di autismo: l’aula teacch

Il Covid ha fermato la scuola per sei mesi e con essa parte della progettualità che ha come obiettivo lo stare bene a scuola dei bambini con esigenze educative speciali. Pubblichiamo comunque l’articolo perché è intenzione di Genera contribuire con la scuola alla realizzazione dell’aula TEACCH, augurandoci che ciò possa avvenire al più presto.

Uno spazio per vivere l’inclusione

Quest’anno l’Istituto comprensivo Margherita Hack di Assago intende allestire all’interno della scuola prima ria un’aula TEACCH. Credo che siano poche le scuole che possano vantarsi di averne una; Genera parteciperà al progetto, condotto dalla funzione strumentale della scuola, condividendo le competenze educative di due educatrici. Andiamo in ordine.

Cos’è il TEACCH? TEACCH è l’acronimo di Treatment and Education of Autist and related Communication Handicapped Children (E. Schopler).
Non è un metodo e non è una terapia, è un servizio integrato di interventi. Il programma TEACCH coinvolge tutti gli ambiti significativi della vita di un bambino. Il fine del programma è lo sviluppo del miglior grado di autonomia personale, sociale e lavorativa attraverso strategie educative che utilizzano le capacità della persona autistica; in pratica, migliorare la qualità di vita del soggetto autistico e della sua famiglia è lo scopo fondamentale. Per raggiungere tale obiettivo si considera, tra le altre cose, la possibilità di modificare l’ambiente in funzione delle esigenze del soggetto. La metodologia utilizzata si basa sui principi della teoria cognitivo-comportamentale, attraverso un sistema di educazione strutturata, dell’ utilizzo della CAA e delle tecniche centrate sullo sviluppo del comportamen-to positivo.

Come il giardiniere sarebbe pazzo se volesse influire sulla crescita delle piante tirandole direttamente fuori dalla terra con le mani, allo stesso modo il pedagogo si porrebbe in contrasto con la natura dell‘ educazione se si sforzasse di agire direttamente sul bambino. Ma il giardiniere influisce sulla germogliazione del fiore alzando la temperatura, regolando l’umidità, cambiando la disposizione delle piante vicine, raccogliendo e mescolando terreno e concime, cioè, ancora una volta in modo indiretto, attraverso adeguati cambiamenti dell‘ambiente. Così anche il pedagogo, modificando l’ambiente, educa il bambino. (Lev Vygotskij 2006)

Detto ciò, possiamo parlare di Aula TEACCH, che è un’aula allestita seguendo le indicazioni dei principi dell’approccio TEACCH. La più grande necessità dei soggetti autistici è trovare un ordine nel caos del mondo che li circonda. L’educazione strutturata è proprio questo. Un’aula TEACCH permet- te di creare un ambiente strutturato che utilizza la componente visiva come principale mezzo di comunicazione, in quanto questo è il punto di forza per mezzo del quale è possibile affrontare e attraversare i deficit di elaborazione uditiva, attentiva e le difficoltà di astrazione che caratterizzano la neurodiversità dei soggetti autistici. Questo consente loro di passare da una percezione disorganizzata dell’ambiente ad una visione dello spazio definita da elementi associati a determinati eventi in modo prevedibile.
La parola d’ordine per chi si accinge alla creazione dell’aula TEACCH deve essere STRUTTURAZIONE, dello spazio, del tempo e del compito. È comunque un principio che guida i nostri interventi educativi a scuola con i bambini autistici, lo abbiamo sempre fatto ritagliando piccoli spazi all’interno della classe di riferimento. Questo modo di lavorare ha sempre comportato vari vantaggi: permette di ampliare l’ambito di autonomia, di rendere prevedibili le richieste della scuola e di trovare una comunicazione condivisa. Inoltre diminuisce la confusione, l’ansia e i comportamenti problema.
La creazione di un’aula TEACCH permetterà di trasformare questi piccoli spazi all’interno delle classi con bambini autistici o con gravi ritardi cognitivi in qualcosa di visibile, tangibile all’intera scuola, che magari, pensando in grande, possa anche modificare le conoscenze sull’autismo.

Quindi come sarà l’aula TEACCH? Nell’aula saranno presenti diverse postazioni: l’area dei lavori sistematici (le attività sono strutturate per rinforzare specifici abilità, quali fine-motoria, preparazione alla lettura e alla matematica, ecc.) e dell’insegnamento individuale (le attività sono organizzate per l’insegnamento diretto di specifici obbiettivi); l’area dei laboratori esperienziali (giardinaggio, artistico, ecc.) che potrà essere utilizzata anche in piccoli gruppi; l’area del gioco/relax (le attività comprendono gioco libero e strutturato per lo sviluppo delle abilità di gioco).

Lo spazio dedicato alle differenti aree sarà ben definito, così come definite dovranno essere le funzioni che vi si compiono, ad ogni spazio corrisponderà un’attività. Nell’aula TEACCH dovranno esserci confini chiari e circoscritti, attraverso l’utilizzo di arredamento, colori che delimitino le singole aree. Altrettanto chiara dovrà essere l’attività che è possibile affrontare in quella determinata area, attraverso indicazioni visive, utilizzando prevalentemente simboli grafici (PCS della comunicazione aumentativa, foto, cartellini, ecc.).

Le postazioni di lavoro saranno attrezzate con scatole con il materiale pronto a sinistra, un banco su cui svolgere l’attività e dei contenitori a destra dove riporre il prodotto al termine del lavoro. Sui tavoli di lavoro si troveranno le immagini che aiutano a seguire la successione delle attività da svolgere. Ogni area, attraverso le immagini, indicherà la propria funzione, ogni scaffale o cassetto saranno etichettati per aiutare a comprendere facilmente quale materiale vi è riposto e il suo utilizzo.

L’ordine dello spazio deve permettere al bambino di trovarsi in un posto dove tutto è chiaro, per utilizzare l’ambiente in modo efficace e autonomamente.
Nell’aula TEACCH l’obiettivo principale è rendere indipendente il minore dalle indicazioni dell’adulto, sviluppando le sue autonomie, a tal fine l’ambiente va preparato per continui e frequenti rinforzi ai comportamenti indipendenti.
Un ulteriore aiuto che si realizzerà sarà inerente alla strutturazione del tempo, si creeranno delle agende visive che aiutano il bambino a sapere dove andare, quando andare, e cosa succederà in seguito. Questo è uno dei metodi più importanti per ridurre l’ansia nelle persone con autismo. La comunicazione è estremamente im- portante quando si lavora con studenti disturbi dello spettro autistico.
L’intento è quello di realizzare uno spazio che, sebbene strutturato, dia la possibilità di far emergere le risorse di ogni bambino che lo frequenterà. L’attenzione sarà rivolta alla possibilità di rendere uno spazio, per definizione strutturato, a misura dell’unicità di ogni bambino.
Il mio augurio è che la realizzazione di questo luogo fisico sia anche la realizzazione di uno spazio mentale e del cuore dove i bambini della scuola possano sentirsi parte di essa, perché il tempo trascorso a scuola sia un tempo ricco di sentire positivo.
La scuola, magari anche grazie a una piccola aula TEACCH, sarà ancor più uno luogo e un tempo dove realmente ogni bambino desidera stare.

Articolo di Eleonora Cannioto, educatrice professionale Servizi integrativi scolastici Assago

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