Oggi, giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Oggi, giornata dei diritti dell‘infanzia e dell’adolescenza

Oggi è la giornata dei diritti infanzia e adolescenza, nata per celebrare il la Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo e la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Da qui nascono 10 principi base che  esprimono la visione dei cooperatori e delle cooperatrici sociali di Legacoop che da oltre 40 anni lavorano per garantire dignità e tutela alle persone, a partire dai primi anni di vita. Sono principi rivolti alle istituzioni, agli enti che si occupano della tutela dei minori, agli educatori e ai docenti, alle famiglie e ai genitori, alla comunità perché il rispetto dell’unicità di ognuno passa da un dovere e da un impegno collettivo e continuo.

Ma soprattutto, sono dedicati ai bambini, alle bambine e agli adolescenti, perché prendersi cura del loro cammino verso il futuro significa occuparsi del futuro della nostra società.

Diritto educativo universale

Il diritto educativo è universale e va riconosciuto ad ogni persona sin dalla sua nascita (diritto educativo 0-18) attraverso l’organizzazione di un’offerta di servizi socio-educativi plurale e integrata, rispondente ai bisogni dei bambini, delle bambine, degli adolescenti e delle nuove famiglie, in una logica di programmazione e di investimenti a lungo termine.

Essere protagonisti del percorso di crescita e di sviluppo

Il diritto ad una educazione di qualità significa mettere al centro del progetto educativo il coinvolgimento attivo dei bambini, delle bambine e degli adolescenti, l’ascolto della loro voce, delle loro idee e aspirazioni e il rispetto dei loro tempi di maturazione, dando l’opportunità ad ognuno di fare fiorire il proprio talento e conquistare la propria autonomia.

I servizi socio-educativi sono luoghi di promozione di competenze e diritti e sono funzionali ad accompagnare il processo di crescita e di sviluppo delle persone sin dai primi anni di vita.

Cooperare per costruire comunità

La collaborazione è iscritta nei geni di tutti ed è valore portante delle cooperative, ma ha bisogno di essere sviluppata e approfondita per costruire un’idea di comunità. La cooperazione deve essere intesa come un modello di comportamento che influenza l’atteggiamento di una collettività proattiva e co-responsabile.

I servizi socio-educativi sono perciò luoghi di “beni relazionali” nei quali promuovere la costruzione di cittadinanza attiva e di un senso di comunità che accoglie, rispetta e tutela, partendo dai bambini e dagli adolescenti, arrivando alle famiglie e allargandosi al territorio nella logica di favorire il benessere della comunità, la coesione sociale, e la prevenzione del disagio.

Educare e innovare in un mondo che cambia

Le sfide della sostenibilità, dello sviluppo tecnologico, dell’interculturalità e, soprattutto, dell’inclusione e del contrasto alle disuguaglianze, sono riferimenti essenziali per costruire modelli di servizi che offrano ai bambini, alle bambine, agli adolescenti e alle famiglie il diritto ad opportunità di cura e rafforzamento della propria identità e capacità, colmando gli svantaggi sociali, culturali ed economici.

È necessario mettere a sistema l’esperienza e fare innovazione portando avanti sperimentazioni da trasformare in prassi condivise dalla comunità educante, curando costantemente la ricerca delle soluzioni più efficaci per sostenere la crescita delle nuove generazioni.

Difendere i diritti negati, garantire l’accessibilità

Il diritto all’educazione riguarda non solo l’istruzione, ma il più ampio diritto alla crescita ed allo sviluppo relazionale, affettivo, emozionale, culturale, sociale della persona. Occorre rimuovere le condizioni che di fatto ostacolano la tutela e l’esigibilità dei diritti e che privano i bambini, le bambine e gli adolescenti della possibilità di accesso e della libertà di scelta delle opportunità migliori per loro.

È garanzia di accessibilità e di esercizio reale del diritto realizzare una rete integrata dei servizi che tiene conto delle differenze sociali ed economiche dei bambini, degli adolescenti e delle famiglie e delle carenze di offerta nei territori

Qualità dell’offerta educativa

I bambini, le bambine e gli adolescenti hanno diritto a un’educazione di qualità. La definizione di livelli minimi di prestazione da raggiungere, l’identificazione di standard qualitativi, un sistema di accreditamento che riconosca e valorizzi le conoscenze, le prassi, le esperienze e il monitoraggio costante e coerente dei servizi socio-educativi proposti sono condizioni per garantire un’offerta educativa di qualità.

Riconoscere la professionalità del lavoro di cura

La relazione con gli educatori è uno degli aspetti fondamentali dell’esperienza che i bambini, le bambine e gli adolescenti vivono nei servizi socio-educativi.

Riconoscere e valorizzare il ruolo e la professionalità degli educatori è a fondamento di un rapporto di rispetto, collaborazione e fiducia tra gli operatori, con le istituzioni, le famiglie e le comunità di riferimento.

Formarsi nel tempo per educare

L’organizzazione di una formazione integrata, teorica e pratica, deve accompagnare il lavoro e la vita professionale degli operatori, aggiornandone le competenze e tenendone alta la motivazione.

La creazione e diffusione di una cultura professionale dell’educazione, elaborata attraverso la messa a valore comune delle migliori esperienze pubbliche e private, deve essere capace di promuovere una maggiore consapevolezza di strumenti, metodi e ruoli adatti a connettere valori e pratiche di lavoro alla realtà complessa e stratificata dei territori e del lavoro operativo quotidiano.

Progetto educativo al centro di un gioco di squadra

La dimensione collegiale del lavoro educativo è garanzia di condivisione di valori, di buone pratiche e di una visione democratica che si alimenta nel confronto quotidiano, dando tenuta e continuità al progetto educativo.

Un gioco di squadra creativo, dinamico è necessario per mantenere il giusto equilibrio tra adattabilità, concretezza e sostenibilità dell’organizzazione dei servizi.

Accanto all’azione condotta dagli educatori che ha il compito di tessere un percorso in linea con le peculiarità del bambino, della bambina o dell’adolescente, si sviluppa parallelamente un’azione di coordinamento per garantire la progettazione, l’organizzazione e la ri-modulazione di tutti i processi educativi, gestionali e formativi e il mantenimento della rete di relazioni

Co-responsabilità della comunità educante

L’educazione è un processo complesso che necessita di molte alleanze e punti di vista per individuare obiettivi, prospettive di cambiamento e modalità operative efficaci a sostenere la cura e la tutela dei bambini, delle bambine e degli adolescenti.

Tale compito valica i confini delle singole persone e organizzazioni e mette in gioco il ruolo e l’azione della comunità educante composta dalle famiglie, dalla scuola, delle istituzioni pubbliche, dagli enti del sociale e del profit.

Il punto di partenza è l’individuo, indipendentemente da qualsiasi estrazione sociale, provenienza etnica, religiosa e culturale, dall’orientamento sessuale e dalla appartenenza di genere, il punto di arrivo supera l’individuo a favore di un interesse comune e collettivo che consente alla nostra società di crescere per e con i bambini di oggi, adulti del futuro.

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