L’outdoor education

L’outdoor education – la progettazione degli spazi esterni come risorsa

La concezione della natura e del suo rapporto con essa è molto cambiato negli ultimi decenni. Oggi la natura occupa solo poche ore della nostra giornata, spesso è caratterizzata da pregiudizi e paure da parte degli adulti che vengono trasmesse anche ai bambini.

Il giardino potrebbe essere usato in ogni stagione, perchè l’uso dello spazio esterno al nido dovrebbe essere vissuto come un’attività il più possibile quotidiana e non solo nella bella stagione.

Come dice un detto svedese: “…Non c’è brutto tempo, ma solo vestiti non adatti…” Negli asili nido i giardini spesso non rispondono a nessun criterio di progettazione, sono strutturati con attrezzature commerciali come scivoli e altalene e offrono come unica finalità lo “svago” dei bambini. Per questo motivo si vuole cercare di valorizzare in ambito educativo l’approccio dell’ Outdoor Education in modo da ricostruire il rapporto bambino-natura.

Lo spazio esterno consente ai bambini di ogni età di esprimere tutta la loro fisicità. Essi hanno bisogno di abitare lo spazio aperto e di percepire il proprio sé corporeo. E’ condivisa l’idea educativa secondo la quale i bambini apprendono meglio attraverso il gioco libero e la scoperta. Il gioco libero è un concetto complesso, ma è il gioco tipico dei bambini per tanti motivi: è piacevole, automotivato, immaginativo, non diretto a scopi precisi, spontaneo, attivo e libero da regole imposte dagli adulti.

Il gioco all’aperto offre al bambino un setting privilegiato rispetto al solito gioco in sezione: l’esperienza sensoriale è diversa, si svolgono attività che al chiuso sarebbero proibite o appena tollerate, si gode di maggiore libertà e respiro, è possibille correre e gridare, esiste la libertà di svolgere anche
attività “disordinate” che al chiuso sarebbero irrealizzabili.

Lavorare all’esterno, giocare nel giardino con il sole, la pioggia, la neve, saltare nelle pozzanghere, sporcarsi con il fango, la terra, è una esperienza faticosa che richiede equipaggiamento adatto, per bambini e adulti, tempo di preparazione, per accompagnare e tempo per rientrare (Autonomia del bambino), ma è ciò che caratterizza la scelta di vivere e proporre ai bambini un’esperienza completa di relazione e rapporto con la natura.

Lo stare all’aria aperta permette di avere più spazio, più spazio per il corpo, per le emozioni, per le sensazioni, per i pensieri che se hanno campo aperto possono muoversi liberamente incrociando altri pensieri, altri stimoli e generarne dei nuovi. Ogni bambino può sperimentare i propri limiti, mettersi alla prova, rendersi conto e acquisire consapevolezza in merito al proprio corpo, alle potenzialità che esso può esprimere e ai limiti che esso propone. La natura come maestra consente di fornire al bambino gli strumenti per aumentare il proprio concetto di stima, di identità e di acquisizione del concetto di limite, rendendolo sempre più autonomo dal punto di vista cognitivo, motorio ed affettivo, oltre che partecipe del concetto di sicurezza e di salvaguardia di se stesso.

Molto spesso la nostra comunicazione da adulti con i bambini è ostacolata da divieti piuttosto che da opportunità: NON SALTARE! SCENDI CHE TI FAI MALE! NON SPORCARTI! STAI ATTENTO!. Anzichè :PROVA! MANTIENI L’EQUILIBRIO! STAI CONCENTRATO!.

Il tempo in Natura è un tempo moltiplicato e rallentato, spesso considerato poco utile. In realtà si tratta di un investimento essenziale per il benessere dei bambini, dove c’è la possibilità di sperimentare e sperimentarsi in una dimensione in cui il tempo cronologico perde d’importanza per passare il testimone al tempo delle esperienze e dei vissuti.

La progettazione è un’attività fondamentale in ambito educativo, spesso però tralasciata per quanto riguarda lo spazio esterno. Predisporre lo spazio è una parte importante del lavoro educativo, perchè “l’adulto esercita la propria funzione di sostegno allo sviluppo non solo quando interviene nel rapporto diretto con il bambino, ma anche quando agisce indirettamente organizzando il contesto” (Cirlini et al., 2007, p.17).

L’ idea di base è la proposta di alcuni elementi che vadano a costruire un’idea di giardino che risponda alle vere esigenze di chi lo frequenta: che sia quindi ricco di stimoli, piacevole ed accogliente, che sappia sostenere e stimolare libere esplorazioni, sperimentazioni, movimenti e ricerche dei bambini.

La differenziazione funzionale dello spazio

Il primo elemento da tenere in considerazione è la differenziazione funzionale dello spazio che consiste nel creare un ambiente articolato in una pluralità di zone d’interesse aventi una valenza educativa. In questo modo Il bambino potrà avere dei punti di riferimento stabili e riconoscibili. E’ inoltre fondamentale delimitare gli spazi creando “barriere” naturali (siepi, aiuole, sassi, tronchi disposti orizzontalmente), oppure artificiali (muretti di mattoni, recinti).

La ricchezza di possibilità di azione

Importante è anche la ricchezza di possibilità di azione che viene offerta ai bambini, creando aree che plasmino delle possibilità di apprendimento.

Si possono pensare diverse zone:
– zone di quiete: per garantire angoli di tranquillità, di ascolto e osservazione della natura.
– zona di movimento attivo: per garantire l’esercizio di abilità attraverso percorsi sensoriali o di costruttività. Si possono predisporre materiali naturali, come tronchi o rondelle di legno, sperimentando cosi la capacità di arrampicarsi, sedersi, salire e scendere, stare in equilibrio.
– zone di cura: dedicate al relazionarsi con gli altri e al prendersi cura della natura, predisponendo piante o piccoli orti. I bambini avranno a disposizione strumenti come annaffiatoi, rastrelli, palette che verrano poi riposti in un mobiletto apposito.

Materiale naturale destrutturato

Il terzo elemento importante è la predisposizione di cassette contenenti materiale naturale destrutturato, divisi per categoria e messi a disposizione dei bambini per stimolare la creatività e sostenere l’autonomia. In questo modo il bambino si esercita nella capacità di scelta, sperimentando liberamente.

Accessibilità e indipendenza

Il quarto elemento è quello dell’accessibilità e dell’indipendenza. E’ fondamentale che le aree predisposte per il bambino siano tutte raggiungibili in maniera autonoma. Rendere gli spazi leggibili, permette al bambino di orientarsi nello spazio.

Flessibilità e riprogettazione

Flessibilità e riprogettazione sono le parole chiave di un altro principio fondamentale per garantire una costante risposta del servizio ai bisogni e interessi dei bambini. In quanto soggetti a rapidi progressi e cambiamenti, necessitano di uno spazio che cresca insieme a loro.
Il mantenimento e la cura del giardino, inoltre, dovrebbe essere co-gestito dai bambini in quanto colui che impara già dai primi anni di vita a prendersi cura e rispettare i bisogni dell’ambiente, sarà probabilmente un adulto consapevole e rispettoso verso la natura.

Continuità interno-esterno

Infine è fondamentale tracciare elementi di continuità interno-esterno, di modo che le due zone si arricchiscano a vicenda. Le idee che si generano stando a contatto con la natura, se portate all’interno, originano competenze e apprendimenti diversi. Al contrario si possono realizzare nel giardino attività che generalmente si svolgono in sezione.

In conclusione offrire ai bambini proposte e opportunità di educazione all’aperto significa considerare i processi di apprendimento fondati anche sul presupposto che “fare educazione” significa “far fare esperienza ” e di seguito rielaborazione di ciò che il bambino ha prima conosciuto con il proprio corpo, con il movimento e con i propri sensi, dunque sperimentato.

Articolo di Alessandra Attisano e Chiara Monaci educatrici nido L’Aquilone – Baraggiole

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