La scienza della felicità

La scienza della felicità

Cecilia Storti, la nostra welfare manager, ha intervistato Elga Corricelli ed Elisabetta Dallavalle, fondatrici di ELEhub, società benefit, un Hub di trasformazione positiva che accompagna le organizzazioni nel percorso evolutivo di crescita delle dimensioni di happiness e wellbeing.

Cosa si intende per Scienza della Felicità? 

Scienza della Felicità è il termine con cui si aggregano studi internazionali e discipline scientifiche che concorrono a dimostrare che la Felicità non è solo un’emozione ma è una meta-competenza. Come tutte le competenze, la Felicità può essere allenata e questa è la scintilla trasformativa che noi, come Elehub, divulghiamo e promuoviamo. Il primo passo è scegliere di mettersi in cammino pensando al cambiamento trasformativo positivo della propria esistenza. Come ogni cambiamento richiederà tempo e impegno perché dovremo scardinare abitudini antiche ma il modo nuovo di vivere ci porterà ad essere positivi, in salute, creativi, innovativi e generativi in famiglia, sul lavoro e nella società tutta. In più la felicità è “contagiosa”quindi contribuisce a creare ambienti positivi.  

Perché parlare di felicità in azienda? 

L’azienda è un sistema composto e alimentato dalle singole persone: creare ambienti lavorativi positivi è un vantaggio per gli individui che le abitano e un oggettivo vantaggio per la produttività dell’impresa. Oggi più che mai è importante parlare di Felicità in azienda. Le imposizioni della pandemia, le incertezze che caratterizzano i mercati, l’ambiente complesso e incontrollabile, la complessità crescente in cui viviamo, la continua ricerca di un worklife integration creano le condizioni per uno scarso engagement delle persone all’interno delle organizzazioni e un aumento dello stato di malessere psicologico. La competenza della Felicità ben allenata crea organizzazioni di senso dove l’autenticità, i talenti, il valore del contributo della singola persona sono centrali, dove il lavoro di team e la cooperazione tra individui contribuiscono a creare aziende generative con un purpose chiaro e condiviso che opera non solo nel perimetro aziendale ma porta ricchezza e valore a tutto il territorio. Inclusione delle diversità, responsabilità individuale e collettiva, resilienza, obiettivi condivisi, comunicazione positiva, trasparenza e autenticità saranno elementi base come una grammatica condivisa che contribuirà ad alimentare il sistema azienda e la reputazione positiva di un impegno reale per i propri collaboratori, clienti, fornitori.  

La felicità è dentro l’agenda 2030 dell’Onu? 

Per essere onesti non si parla mai di felicità in modo esplicito, certo è che la maggioranza degli obiettivi suggeriti sono molto legati alla Felicità. In particolare, delle 5 P citate: People, Planet e Partnership, hanno un legame molto forte con i pilastri della felicità. In particolare, se scorriamo gli obiettivi leggiamo: eliminare il divario di genere, includere, sradicare la povertà, garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti, garantire un’istruzione di qualità e promuovere apprendimento continuo per tutti, ecc. Sono tutte azioni che partono dalla singola persona per impattare su tutto il sistema. Come possiamo pensare che unorganizzazione sia essa profit o no profit possa raggiungere o avvicinarsi a questi obiettivi se non con il contributo unico e generativo di tutte le persone che abitano il sistema azienda? La scienza della felicità ci suggerisce di considerare gli individui come una tecnologia sociale, potentissima che può alimentare la forza e la positività del singolo nel raggiungere obiettivi sfidanti. 

Che formazione serve per parlare di felicità in azienda? 

Senza dubbio è necessario conoscere la Scienza della Felicità e i principi della Psicologia Positiva. Oggi in Italia c’è una figura specifica il Chief Happiness Officer che viene formato e certificato da 2BEHAPPYIl CHO, quindi, è un Complexity Thinker in grado di accompagnare ogni sistema organizzativo verso la Felicità. 

Concretamente cosa avviene in azienda? 

Ogni singola azienda può decidere di partire con questo processo trasformativo culturale da un singolo team, dalla governance, da collaboratori particolarmente positivi per loro percorsi individuali, dal team HR. Le 4 dimensioni della trasformazione sono:  

-Cultural Trasformation
-Corporate Happiness
-Positive Leadership 
-Positive Organization 

In particolare, la cultural transformation aiuta ad orientare l’organizzazione verso un proposito forte, ancorato a finalità collettive, capace di generare un impatto sociale, ecologico e di promozione del bene comune. 

La Corporate Happiness propone la Felicità come una strategia organizzativa coerente guardando trend e scenari. 

La Positive Leadership è un elemento fondamentale perché non esistono organizzazioni positive senza leader positivi. 

La Positive Organization si focalizza sui processi organizzativi che devono generare benessere e percezione di coerenza.  

Come tutte le strategie sarà necessario stabilire obiettivi, action plan e i KPI’s che andranno co- costruiti per integrare al meglio questi stimoli trasformativi nel sistema azienda. 

Arriviamo quindi a organizzazioni positive? 

Nel mondo le organizzazioni positive stanno aumentando grazie a continue ricerche e sperimentazioni, molte made in USA. Le organizzazioni positive hanno un miglioramento dello stato di benessere degli individui, hanno un maggiore ingaggio da parte dei collaboratori e hanno performance nettamente migliori.  

La Scienza delle Felicità, grazie anche allo sviluppo delle neuroscienze, aiuta a rendere sostenibili le organizzazioni e i sistemi, mettendo al centro le persone con la loro ricchezza e unicità individuale per raggiungere performance e obiettivi collettivi sfidanti, nel rispetto delle persone, dei territori, del paese tutto. Il rapporto che si crea tra collaboratore e azienda è un percorso win win. Le singole persone scelgono di allenare la loro felicità e si prendono la responsabilità, ognuno secondo le proprie possibilità, di portare il loro contributo, di esprimere il proprio talento, di collaborare per co-costruire un sistema generativo e autentico. L’azienda dalla sua parte offre autenticità e trasparenza, coinvolge le persone, gli permette di fiorire, accoglie i contributi, allinea valori e purpose e stimola una leadership positiva per dare un impatto di significato all’ecosistema. 

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