La bellezza del lavoro educativo

La bellezza del lavoro educativo

Chi lavora con i bambini ha la responsabilità di agire quotidianamente piccoli gesti importanti accompagnato dalla consapevolezza che proprio questi piccoli gesti potranno un giorno trasformare il mondo. Questo sia perché chi educa ha dentro e porta con sé una storia che parla di presente ma apre inevitabilmente verso il futuro, sia perché i bambini con cui quotidianamente lavoriamo sono il nostro futuro. Il pensiero verso ‘ciò che un giorno verrà’ deve poter racchiudere, per ogni bambino, tutte le aspirazioni possibili anche quelle che apparentemente sembrano essere irraggiungibili.
Le domande che l’educatore pone ai bambini orientano inevitabilmente le loro risposte: le nostre domande sono domande formulate con cura che lasciano le risposte libere di viaggiare e di sognare.

Viviamo in una società in cui non si è più capaci di ascoltare, di aspettare, di vivere l’attesa e la meraviglia dell’arrivo; i bambini che accogliamo nei nostri servizi vivono sempre più spesso un tempo presente fugace, quasi impossibile da fermare e su cui è difficile soffermarsi. E’ un tempo consumato di fretta e vissuto ad alta velocità e il rischio è quello di non accorgersi più di quello che davvero accade. Siamo tutti davanti ad una realtà che ha fatto della comunicazione digitale il suo slogan perfetto ma nella quale è difficoltoso comunicare e trasmettere i propri sentimenti, sogni e desideri.

Ma chi lavora con i bambini non può permettersi di non credere nella forza dei sogni, nel cambiamento e nella bellezza; non può permettersi di non dare spazio all’’altro’ e alle sue emozioni.

Chi lavora con i bambini deve essere capace di osservare perché l’osservazione è l’inizio della comprensione, è l’inizio del conoscere l’altro affinché lo si possa incontrare davvero. Solo se si osserva attentamente si colgono le mille sfaccettature del mondo: le persone, i luoghi, le cose. Osservare è quindi porre le basi per approfondire, guardare con attenzione, intenzionalità e responsabilità. La bellezza e la fortuna di chi lavora accanto ai bambini è quella di poter vedere che un altro modo di esserci, di stare, di relazionarsi esiste: è quel modo unico e irripetibile dei bambini, di chi si affaccia al mondo, di chi si perde dentro un gioco, un’ombra, di chi insegue le tracce di un insetto o resta a contemplare a lungo lo stesso libro.

Articolo di Chiara Riccardi, responsabile area Infanzia e Minori, apparso sul nostro periodico

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